📌 Paura delle “relazioni tossiche”: Parliamone!
Dal riconoscimento della violenza, al rischio di diffidare di ogni legame.
Il concetto di “relazioni tossiche” è nato negli Stati Uniti a metà anni ’90, ma solo di recente è diventato popolare anche in Italia, tanto da entrare nel linguaggio comune. Se ne parla sui social, nei podcast, nei talk show e in televisione. Anche nello studio di psicoterapia è un tema sempre più ricorrente. Ma di che cosa si tratta davvero? E cosa significa oggi?
La psicologia, fin dalle sue origini, si occupa delle dinamiche relazionali sociali e affettive, descrivendo fenomeni come le relazioni simbiotiche, le dinamiche vittima-carnefice o, più in generale, di potere entro le relazioni. Un punto che è sempre stato chiaro per la psicologia è che non esistono controindicazioni nelle relazioni affettive e sociali. Non esistono relazioni “sbagliate” in senso assoluto ma è necessaria competenza per comprendere cosa sta accadendo realmente in un legame.
La categoria delle “relazioni tossiche” è sicuramente stata utile, a partire dalla metà degli anni ’90, per aiutare soprattutto le donne a riconoscere il proprio contributo in relazioni violente e comprendere perché, talvolta, è così difficile sottrarsi a esse.
Con la diffusione massiccia della cultura della crescita personale e dell’auto-miglioramento, il dibattito pubblico negli ultimi anni ha semplificato e reso “pop” questi concetti. Sui mass media e sui social network assistiamo al moltiplicarsi di ricette, indicatori e liste di “segnali esatti” per capire quando e perché interrompere una relazione. Così, accanto a una consapevolezza della violenza entro le relazioni, notiamo che è sempre più diffusa una crescente paura delle relazioni stesse, del contatto, della possibilità di dipendere o di essere feriti. C’è il rischio che la paura dei rapporti sia più forte del desiderio di viverli. Paradossalmente il concetto di “relazioni tossiche” rischia oggi di alimentare la solitudine e sembra sembra parlare della paura sempre più diffusa dei rapporti e dei legami.
Nel nostro studio osserviamo sempre più persone affaticate da una continua autovalutazione dei propri legami affettivi. Ogni gesto, ogni parola viene interpretato come segno di una possibile “tossicità”. I rapporti familiari di coppia e di amicizia sono spesso vissuti come una minaccia alla propria libertà individuale, come se il legarsi a qualcuno significhi inevitabilmente rinunciare a sé stessi. In questo modo, le relazioni perdono la loro funzione di sostegno, scambio e crescita, diventando fonte di ansia e controllo. Eppure i rapporti sono il motore della convivialità, della convivenza e della costruzione del proprio futuro.
E tu? Ti è mai capitato di evitare un legame per paura che potesse diventare problematico? Hai mai rinunciato a conoscere qualcuno per timore di perdere la tua autonomia o di rivivere esperienze dolorose? Ti chiedi se questa paura possa limitare il tuo desiderio di avere relazioni vere e appaganti?
Di paura dei legami, di solitudine e di desiderio e si occupano gli psicologi di Pomerium Psicologia. Riceviamo a Roma, nel quartiere Centocelle, e in caso di necessità lavoriamo anche online.
