Cosa ci fanno degli psicologi in un Festival di Scienza?
Per rispondere a questa domanda, vi raccontiamo della nostra partecipazione a “Là Fuori – Festival della Scienza e dell’Arte”, che si è tenuto tra il 20 e il 22 giugno 2025 a piazzale delle Gardenie, Centocelle.
Organizzato da Insiemi di Scienza e Teatroavista, il Festival ha portato in piazza esperimenti interattivi, laboratori scientifici per i più piccoli, talk tra persone di scienza e di arte e performance che ibridavano teorie scientifiche e linguaggi artistici.
Anche noi di Pomerium Psicologia eravamo lì: il Festival voleva conoscere di più il suo pubblico, così ha commissionato a Pomerium un’indagine per esplorare come i fruitori hanno vissuto la loro partecipazione al Festival e il rapporto con la scienza.
Lo abbiamo fatto con una metodologia di ricerca esplorativa, costruendo questionari e interviste ad hoc proposti in uno stand dedicato chiamato “Salotto di Là Fuori”, dove invitavamo le persone a sedersi e a parlare con noi delle impressioni che il Festival ha suscitato loro.
Che cosa abbiamo scoperto da questo dialogo col pubblico?
Innanzitutto che organizzare un Festival di Scienza a Centocelle ha sorpreso molti. Gli abitanti stessi del quartiere lo vivono come un luogo in cui raramente si organizzano eventi culturali, e ancor meno riguardanti cultura vissuta come “alta” e “prestigiosa” quale quella scientifica. La presenza di quest’evento ha messo in discussione le attese che la scienza sia lontana e chiusa nei laboratori, e che non desideri incontrare e ingaggiare un dialogo con la popolazione e i territori.
Questo incontro “inatteso”, questa novità è stata molto apprezzata da chi ha attraversato il Festival. In particolare sono state apprezzate attività interattive che hanno coinvolto bambini e genitori in esperimenti, momenti ludici, quiz scientifici. Un quiz sulla storia delle scienziate ha particolarmente coinvolto molte famiglie, in particolare appartenenti alla comunità del Bangladesh che vive e lavora vicino piazzale delle Gardenie: un’attività pensata in modo da far partecipare un gruppo è riuscita a incontrare un gruppo che quella piazza la abita e con cui si è instaurato un dialogo proficuo e foriero di apprendimento su una “cosa terza”, la storia delle scienziate appunto.
Durante il Festival quindi, la scienza è diventata un oggetto attorno a cui incontrarsi, discutere, confrontarsi, condividere esperienze anche emozionanti. Il Festival ha permesso a chi lo partecipava di poter sperimentare un modo alternativo di rapportarsi alla scienza: non solo un apprendimento individuale di nozioni, ma un processo di condivisione di esperienze e conoscenze in un contesto di rapporto accogliente. Luogo di questa condivisione è stato piazzale delle Gardenie: un esempio di come le piazze possano ancora funzionare da luoghi di aggregazione se le si anima con proposte interessanti attorno alle quali ci si può riunire.
Nel mese di ottobre 2025 avremo i risultati completi della ricerca sul pubblico, da cui ci aspettiamo di scoprire qualcosa di nuovo che sarà utile al Festival per progettare le future edizioni. Condivideremo anche qui, sul nostro blog, una sintesi dei risultati emersi.





